“RIFLESSI”

 
 
  
” RIFLESSI “

 

“SORPASSO”

” SORPASSO “
 

 

  

 

La Recensione di Rosalba Alfè a Liliana Russo

  •   Presentare Liliana Russo non è semplice perchè Liliana è una donna eclettica che si lascia scoprire e lascia scoprire le sue qualità personali, competenze professionali e capacità artistiche solo quando sa di non  mostrarle per ostentazione . La varietà dei suoi interessi ha fatto sì che non rimanesse ingabbiata in alcun sistema. Liliana, infatti, è una donna piena di vita, sensibile, temeraria nella difesa dei più deboli, legata solo ai fondamentali principi della convivenza civile che difende con la tenacia di chi sa di poterli dimostrare ampiamente, ma anche capace di mettersi in discussione, delineando in lei una notevole elasticità di pensiero. Nella sua vulcanicità Liliana esprime tutte le sue conoscenze tecnico-artistiche e la sua sensibilità nel saper cogliere momenti, espressioni, essenze, e interiorità dalla realtà, dalla vita, dalla fugacità dell’attimo trasferndole nelle sue fotografie. In esse riesce, non a fissare il momento in sè statico, tipico della fotografia, ma lo anima con l’alito della vita, come se ciascun oggetto o  sogetto continuasse a mantenere il battito del cuore o fosse moso da una dolce brezza. Il vento che  muove le foglie e le fa cadere con liliana mantengono la loro forza vitale, né perdono il colore che con la loro caduta simboleggia la morte, magari la sfumerà per segnare lo scorrere lento del tempo. I colori con Liliana si accendono di luce, si intensificano, ci riscaldano il cuore. Le sue, pertanto, non sono semplice fotografie, sia pur belle di per sé, ma opere d’arte, in quanto riescono ad esprimere l’interiorità viva, attraverso dettagli, squarci, o volti umani, non lasciandoli fissi come risultano nella pellicola, ma rendendoli su tela vivi, sfumati, in movimento, come a voler rendere visibile l’importanza di ogni attimo di vita dell’uomo e delle cose, la musicalità intrinseca e la conseguente coreografica danza. Tutto ciò le conferisce il ruolo di Artista a tutto tondo :le sue fotografie diventano quadri su tela, senza l’uso di color, né pennelli, perché sfrutta i colori e i pennelli che la natura, il tempo e la vita hanno usato per lei e dove i soggetti, scelti accuratamente, vivono la loro vera vita, ora spinti dallo scorrere del tempo, ora dalla musica dell’anima, ora dalla danza dell’esistenza. Si è soliti fare una sorta di graduatoria tra le varie forme d’arte:architettura, scultura, pittura, fotografia. Infatti se guardiamo un testo di Storia dell’arte salta subito agli occhi che prima, con dovizia di particolari, vengono trattate le strutture architettoniche, poi le sculture e infine la pittura, così il teatro sta un gradino iù in alto rispetto al cinema e ciascuno hail suo sottogenere:teatro dialettale e cinema di cassetta. Ma la vera arte a qualunque genere appartenga è tale solo se si manifesta nel modo più completo e professionale possibile. Non importa se si tratta di fotografia, musica leggera o teatro dialettale, importa dare il massimo e cercare di volta in volta superarlo, per crescere e migliorarsi. Misurandosi continuamente con se stessa e tendendo sempre verso risultati migliori, liliana Russo è riuscita a rendere le sue foto opere artistiche chiedendo alla risoluzione dei colori effetti straordinari e ottenendo risultati finali con la stampa su tele che non hanno niente da invidiare ad una pittura d’autore. La sua arte, con la A maiuscola, in quanto espressione, al grado più alto, di sentimenti, emozioni, sensazioni, colte nel momento in cui si manifestano ma, altresì, sapendone sfruttare gli effetti di luce e colore come a capirne la loro interiorità e individuandone aspetti particolari quali:
  • La forza dell’amicizia, in tre volti semi nascosti da maschere, dove la parte nascosta è quella più vera che si può condividere solo ad una grande amica e insieme a lei tenerla chiusa nel cofanetto più prezioso : il cuore. 
  • La quiete nei colori di un paesaggio d’un tempo su di un placido mare.
  • Il progresso di un ambiente spettrale su di un tranquillo cielo azzurro.
  • I suoni di strumenti musicalinella confusione di una festa cittadina.
  • La tenerezza di una donna incinta con un bimbo addormentato sul suo seno.
  • La confusione che non disturba la tranquilla passeggiata di un papà col braccio sulle soalle del figlio. Entrambi vanno verso la luce, verso il futuro. Il padre: l’esperienza, la storia, il passato ed il presente ; il figlio: l’esistenza ancora da formare, il presente ed il futuro. Quindi uno spazio di tempo in comune, da costruire insieme.
  • La creazione artistica di una vettura, ricolorandola.  Pensate se potessimo comprare una macchina senza verniciatura e poi farla dipingere da un artista mettendo insieme il suo estro, la nostra personalità in quel tanto di follia che solitamente costringiamo a viver nascosta nel nostro piccolo corpo.
  • La luce spirituale che si sprigiona da ogni  uomo l’anima che esce dal corpo, la speranza verso la luce che non può esistere senza la capacità di donarsi.
  • lo smaterializzarsi dei colori dei fiori.
  • La solitudine del diverso in una sedia vuota tra la moltitudine omogeneizzata, o di chi indossa la mascchera quando esce di casa ma si appoggia ad uno stipite, ad un muro nei suoi momenti più veri.
  • la volontà ed il bisogno di stinguersi in un esercizio in divisa blu nei filari di ombrelloni .
  • la voglia di fare quello che non puoi fare nel giorno, di vivere fuori dall’ingessatura quotidiana nello spumeggiare del carnevale. Giorni di festa, durante i quali “ogni scherzo vale” , ma sopratutto vele perché è anonimo.
  • La luce dell’infinito n un tramonto abbagliante . cosa c’è oltre la luce? Probabilmente quello che ciascuno vuole che ci sia. Di certo Liliana non ha colto un cielo nero, ma la luce della più grande stella che andrà a riscaldare l’altra parte dle mondo. Perciò la luce come speranza del domani: ad ognuno la sua.
  • La tangibilità in una natura morta.
  • Insomma questo e ancora tanto altro che in poche parole potremmo riassumere con lo scintillio di tutta la gamma dei colori della vita e dell’anima. Le opere di Liliana Russo sono tutto questo perché Liliana e una Donna che racchiude in sé tutto questo, tra i suoi pregi e i suoi difetti.                 

                                                                                                                              

                                                                                                                                 

 

 

 

 

Recensione Critica di Paolo Levi a Liliana Russo

Critica Paolo Levi / Criticism by Paolo Levi
Categoria: Recensione Critica

Liliana Russo è un’artista che utilizza la tecnica fotografica rivoluzionandone il linguaggio espressivo in senso squisitamente pittorico, ottenendo immagini di forte impatto scenico e cromatico, dove la leggibilità concreta del reale si trasfigura fino al limite dell’astrazione. Conoscendo assai bene il suo lavoro di fotografa, so quanto Liliana Russo sia legata al suo strumento di lavoro, tramite il quale capta le realtà che più la incantano, per tramutarle in com posizioni allusive, cogliendone l’essenza segreta. Forse, occultato nel suo inconscio, c’è anche interesse e amore per la pittura, ma nel suo lavoro prevale la necessità di concentrare l’obiettivo sull’immagine fuggente di un paesaggio captato in una determinata luce e racchiuso in un determinato spazio. Appare ovvio che in queste opere fotografiche vada superata la categoria tecnica a cui si dovrebbe ascriverle, in quanto l’autrice approda a lidi che, a mio avviso, rimandano ai rapporti segnici, spaziali e cromatici di una composizione pittorica, ponendosi anche interrogativi sulla verità e sulla percettibilità della visione. Sono infatti lavori che riflettono un animo sensibile e perspicace, che non lascia nulla al caso: la scelta del soggetto, il tempo della contemplazione e il momento dello scatto sono preordinati meticolosamente, nella piena consapevolezza che un attimo d’ansia o di disattenzione renderebbe insoddisfacente il risultato visivo. Sta di fatto che la nostra artista, sostituendo la fotografia alla pittura, ha fatto una scelta di campo che supera i limiti dei due livelli linguistici; darle atto di una sapienza tecnica e di un fare espressivo del tutto inediti è quindi doveroso, anche per chi d’abitudine indaga sui segni e sulla pittura. Per la prima volta un fotografo usa colore e immagine per narrare figure e paesaggi in chiave splendidamente post impressionista. Essendo una fotografa, dobbiamo applaudire al suo senso, del tutto innato, nei confronti della composizione assai sensibile di luce e spazio. Sono immagini figurali che non descrivono ma alludono, che se rivelano, questo avviene per la capacità di portare in superficie (proprio come in un dipinto) la vita reale. Noi non ci addentriamo nella tecnica fotografica o dello sviluppo in quanto non amiamo entrare nel laboratorio dell’artista e rivelarne i segreti; ci accontentiamo di ricevere questi messaggi visionari, di poesia che entra nel nostro quotidiano, che si differenzia dai media fotografici in quanto Liliana Russo non dimentica la lezione che viene dal museo, quello del Primo Novecento in cui il colore è materia e luce.

PAOLO LEVI

 

 

L’ECLETTISMO DI LILIANA RUSSO AL SERVIZIO DELLA CULTURA

 

Michele Bruccheri intervista la brillante italo-venezuelana laureata in Decorazione. Le sue opere sono state pubblicate in prestigiosi cataloghi di caratura internazionale. Ha anche lavorato per la Mondadori. 

Liliana Russo Liliana Russo 

Laureata in Decorazione, con una specializzazione in Progettazione e Arti applicate e Comunicazione visiva dell’arte, Liliana Russo, 46 anni, è una donna eclettica, dinamica, piena di inesauribile energia. Italo-venezuelana, ha pubblicato le sue interessanti opere di pittura in prestigiosi cataloghi di respiro internazionale. Inoltre, alcune sue opere fotografiche di disegno e pittura sono esposte in abitazioni private del Parque Central di Caracas e presso abitazioni private italiane. Abita in Sicilia ed è un’instancabile operatrice culturale, dotata di raffinato acume e di encomiabile sensibilità umana ed intellettuale. “La Voce del Nisseno” l’ha intervistata.     

Da un decennio sei docente presso l’Accademia di Belle Arti di Ragusa. Cosa insegni?
“Per l’esattezza non sono docente da un decennio presso l’Accademia di Belle Arti di Ragusa, ma ho insegnato fino al 2004. Sono stata titolare di cattedra per le materie di Storia dell’arte dei beni culturali, Teoria della percezione visiva e psicologia della forma, Pedagogia didattica”. 

Hai anche curato numerosi seminari. Dove e con chi?
“Presso l’Art Center Manzoni di Milano con il critico d’arte Antonino de Bono; la Pinacoteca comunale di Comiso con lo scrittore Gesualdo Bufalino, il maestro Biagio Brancato, il maestro Francesco Giombarresi; il Caffè dell’arte a Ragusa con i critici d’arte Maurizio Vitiello e Giorgio Giovanni Guastella; la libreria caffetteria Pegaso di Vittoria con i critici d’arte Paolo Levi e Giorgio Giovanni Guastella; la Sala degli Specchi con i critici Paolo Levi e Giorgio Giovanni Guastella, l’assessore alla Cultura Maria Amorelli e l’onorevole Francesco Aiello; la San Giorgio arte Investimenti di Bari con i direttori Antonio la Gioa e Antonella Gottardo”. 

Assieme ad alcuni critici d’arte hai curato un convegno di grande valenza culturale. Con chi e di cosa avete disquisito?
“Il convegno è stato definito di alto livello culturale dalle autorità e dai giornalisti presenti. Per la realizzazione e la sua riuscita ci siamo affidati ad una equipe di lavoro qualificata e competente tra cui: la prestigiosa  partecipazione della scrittrice Paola Tinchitella, la professionalità delle giornaliste Nadia D’Amato e Daniela Citino, le competenze della dottoressa Francesca Bocchieri (sociologo) e del dottor Luigi D’Amato direttore del Tribunale di Vittoria, la consulenza professionale della dottoressa Angela Azzarelli (psicologo) e di  don Enrico Arena (esperto di psicologia del linguaggio visivo). L’argomento centrale riguardava i nuovi mezzi di comunicazione, in particolare i social network, focalizzando l’attenzione sull’importanza, ma anche sui possibili rischi. Titolo del tema ‘L’ambizione del burattino’ tratto dall’opera della scrittrice Paola Tinchitella e rappresentato dalla voce della stessa in collaborazione con l’esecuzione del corpo di ballo del maestro Davide Massaro presso il Teatro Vittoria Colonna di Vittoria”.        

 So che hai dedicato un interessante studio inerente il linguaggio del cinema e la musica nel cinema. Di cosa si tratta?
“Conoscenza e acquisizione delle competenze linguistiche necessarie per leggere e decodificare i significati iconici di una comunicazione audiovisiva ed il potere trasformativo ed emozionale della musica nelle immagini del cinema, le interrelazioni estetiche, psicologiche e percettive tra musica, immagine e racconto filmico”. 

Quando hai ricevuto il prestigioso attestato di benemerenza e perché?
“Nel 1978 il professore di lettere Paolo Pensavalle di Canicattini Bagni (Siracusa), mi conferì l’attestato per aver condotto una ricerca sulle origini e le tradizioni di ‘Ferla’ e della ‘Necropoli di Pantalica’”.  

Mi risulta che hai realizzato le foto di opere d’arte e la progettazione grafica per delle riviste, addirittura per la Mondadori. E’ vero?
“Sì, è vero. Il professore Paolo Levi (critico d’arte), direttore della casa editrice Elede e coordinatore editoriale della Mondadori. mi propose nel 2004 un contratto di collaborazione per le competenze in materia di fotografia di opere d’arti e in comunicazione visiva”. 

Come hai valorizzato, inoltre, la tua competenza fotografica?
“Sul piano professionale, l’esperienza acquisita sulla tecnica di ripresa mi ha consentito di curare la fotografia in pubblicazioni prestigiose, destinata alla promozione di artisti nel campo delle arti visive. Sul piano artistico, mi occupo di fotografia informale con lo scopo di trasmettere all’osservatore l’immagine percepita attraverso le mie emozioni fissate nell’istante di uno scatto”. 

Sul versante delle recensioni, di chi e di cosa ti sei occupata?
“Principalmente dei giovani artisti emergenti nel campo delle arti visive. Ultimamente ho avuto l’onore di presentare il romanzo (non romanzo) ‘Apnea’ della scrittrice Paola Tinchitella a Vittoria presso il Teatro comunale Vittoria Colonna. La scelta di scrivere una recensione per ‘Apnea’, l’opera letteraria di Paola Tinchitella, è stata dettata dalla spinta emotiva e travolgente che suscita la lettura del suo  romanzo”. 

Attualmente curi una serie di progetti che vanno dalla valorizzazione e catalogazione dei beni artistici e culturali, alla realizzazione fotografica, progettazione grafica… Mi parli di questi importanti settori?
“Progettare strumenti di comunicazione per la promozione e la fruizione del patrimonio artistico e culturale costituisce un interessante e valido percorso per la loro valorizzazione sul territorio locale e internazionale, nell’ambito del turismo culturale, offrendo i necessari supporti (attraverso il rilievo grafico e fotografico) tanto alla documentazione finalizzata alla ricerca, quanto quella destinata alla valorizzazione”. 

Chi ha scritto su di te e cosa?
“Paolo Levi, Paola Tinchitella, Antonino de Bono, Rosalba Alfè, Chiara Castronuovo, Italo Marucci, Giuseppe Capuzzo e Silvio Sparaci hanno recensito le mie opere fotografiche, mentre Gian Giacomo Marino, Daniela Citino, Nadia D’Amato, Francesca Bocchieri, hanno scritto articoli giornalistici in merito agli eventi legati alla presentazione di mostre di opere d’arti e di opere letterarie”. 

So che sei anche un’animatrice socio-culturale. Quali sono stati i progetti ai quali ti senti più legata e perché?
“In particolare mi sono sentita molto legata al progetto di formazione professionale di tecniche di legatoria e restauro dei testi destinata ai soggetti diversamente abili. Un’esperienza unica nell’arricchimento che investe la propria totalità e cresce, vivendo in loro contatto, istanti di un’emozione indescrivibile. Insegnando loro impari a valorizzare piccoli gesti, la vita e l’esistenza”. 

E poi?
“Vivo l’attimo e nel presente, raccogliendo l’esperienza passata, costruisco proiezioni future dei miei sogni pensati come realizzabili. Durante l’attesa mi godo il suono del mio silenzio per lottare contro le urla dei momenti bui”. 

Cosa pensi della Sicilia e dei siciliani?
“La Sicilia è una terra solare e i siciliani sono accoglienti ed ospitali, con una spiccata intelligenza emotiva e creativa in ogni settore e riconosciuta nel mondo”.  

Quali sono i “segnali” per riconoscere una persona di talento, secondo te?
“La coerenza tra ciò che si crea, come prodotto del proprio ingegno artistico ed emotivo, e il proprio ‘essere’ assieme alla volontà nell’evolversi come crescita e superamento delle capacità, tenendo sempre presente di non sentirsi mai arrivati”. 

Che differenza c’è tra il Venezuela e l’Italia, a livello di mentalità?
“Generalizzando molto, il Venezuela possiede una mentalità proiettata alla crescita delle proprie capacità in qualsiasi settore e nelle situazioni di difficoltà esterna forza e fede per il raggiungimento di uno scopo o di un obiettivo. L’Italia, a mio parere, mostra forti contrasti, da un lato una mentalità conservatrice dall’altra improvvisa momenti di proiezioni e di trasformazioni senza le basi di una progressiva maturazione”. 

Qual è la tua posizione in merito al fenomeno dell’immigrazione in Italia?
“Sono per l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati, ma nel rispetto delle leggi, delle reciproche tradizioni culturali e di credenza religiosa”. 

Credi in Dio?
“Sì, decisamente”.  

Per cosa ti batteresti fino al rischio della morte?
“Per i miei figli, i miei cari, una giusta causa, per il bene dell’umanità”.  

So che sei poliglotta. Quali lingue sai parlare e scrivere?
“Il Castellano, (la mia madre lingua), una buona padronanza delle lingue inglese e francese, discretamente la lingua tedesca”. 

E l’italiano, ovviamente. E’ vero che studi anche per conseguire la laurea in Giurisprudenza?
“Sì, è vero”. 

Chi sono i tuoi scrittori preferiti?
“Neruda, Goethe, Oscar Wilde, Shakespeare, Rosseau, Proust, Rimbaud, Pirandello, Sciascia, Bevilacqua, Paola Tinchitella”. 

Chi sono i tuoi pittori prediletti e perché?
“Van Gogh, Picasso, Dalì, De Chirico, Kirchner, Kandinsky, Pollock, Worhol, Modigliani. Ognuno di loro ha saputo cogliere, dalla radice del passato, il seme per elaborare nel presente la testimonianza di un processo culturale storico-politico del momento, gettando le basi ‘per un ritorno’ alla pittura in un momento in cui nascevano e si affermavano nuovi linguaggi di espressione visiva, tra cui la fotografia e il cinema”. 

Cinema e teatro: per quali attori nutri più simpatia?
“Antonio De Curtis, Alberto Sordi, Massimo Troisi, Roberto Benigni, Carlo Verdone, Gèrard Depardieu, Johnny Depp, Anna Magnani, Sofia Loren, Claudia Cardinale, Eduardo De Filippo, Peppino De Filippo”. 

Che genere di musica ami ascoltare?
“Musica classica, Jazz, Rock, Pop Rock, Detroit Tecnho, Industrial, Trance, progressive pop rock”. 

Quali sono le tue principali virtù?
“Pazienza e perseveranza!”. 

Quale errore ti riconosci, caratterialmente?
“L’impulsività!”. 

Dulcis in fundo, quali sogni vuoi realizzare ancora?
“Trasferirmi in una capitale”. 

Per saperne di più
www.myspace.com/lilianarusso
 

Michele Bruccheri 

 Commenti  :

#1 di Tiziana il 11 febbraio 2010

Avendoti conosciuta di persona posso solo dire che sei una persona fantastica.

 

  • #2 di Anna il 1 febbraio 2010

    Grande spessore sia in Liliana sia in Michele.
    UN’intervista decisamente bella e ben strutturata.
    Bravi ad entrambi.
    Un abbraccio, Anna

     

  • #3 di Giuseppe il 27 gennaio 2010

    Ho letto con grande piacere questa intervista. La trovo interessante. Molto brillante Liliana Russo e seriamente professionale Michele Bruccheri.
    Congratulazioni.

  • #4 di liliana il 26 gennaio 2010

    Ringrazio gli intervenuti e il caro giornalista Michele Brucchieri verso il quale sono onorata per sua amicizia e grata per aver conosciuto la sua genialità, per il modo di proporre e offrire la sua professionalità, ovvero passione e dedizione e il modo di proporsi con la gente.

  • #5 di Mariangela il 26 gennaio 2010

    Donna e professionista di grande spessore culturale ed umano.
    Intervista impeccabile, fatta di domande acute e pertinenti per far emergere integralmente la persona e il personaggio.
    Complimenti ad entrambi.
    Mariangela

  • #6 di Paola Tinchitella il 26 gennaio 2010

    La sequenza di domande, come sono state progettate e articolate è perfetta per mettere in risalto le qualità artistiche, professionali, umane e… di carattere di Liliana. La sua opera é meritevole a 360° ed io che l’ho vista in azione in più di un’occasione posso affermarlo senza ombra di dubbio. Che dire? Bravissimo Michele e bravissima Liliana per le risposte precise e puntuali! Non posso essere che felice di leggere il mio nome menzionato, anche se mi fa arrossire stare accanto a tutti i “grandi” menzionati!

  • #7 di Anna il 25 gennaio 2010

    Brava Liliana, bravo Michele!
    Interessante! Anna

  • #8 di matóart il 25 gennaio 2010

    La mia carissima amica Liliana Russo, grazie proprio a te Michele che ci hai fatto incontrare, una persona profonda, coltissima, sensibile, madre, dinamica, la definirei con un termine brasiliano “”colibrí”” una beija flor…vibra e si nutre d’arte , un portento nato di talenti, su qualsiasi fronte si cimenti é come un vulcano, intelligentemente e senza alcun sforzo capta le cose come un radar a 360 gradi, di una grande umanitá, mente e cuore, arte e fotografia, ha un bagaglio culturale di grande spessore, ció che scrive mi affascina e mi commuove anche, la sua umanitá é tale che non puoi non volerle bene subito a prima vista…Leggendo tutto ció che ha fatto e continuerá a fare brillantemente,
    posso solo apprezzarla ancor di piú! abbiamo qualcosa in comune, apparteniamo allo stesso segno astrologico (smile) quindi costanza, determinazione, coraggio, pazienza laboriosa, sono gemellaggi karmici che a volte trovi affini a te stessa e le lasci un sorriso grande e dolce, come rispecchiarsi e ti rimanda indietro l’occhiolino…
    Brava Liliana continua cosí in questa perenne scuola della Vita, con l’amore che hai per la
    tua famiglia, per l’essere speciale che sei! bacioni a te Liliana , a Michele che é sempre attento come un faro nella notte a scegliere le sue perle….Mató

  • #9 di Monia il 25 gennaio 2010

    Una donna in gamba, Liliana Russo!
    Una donna dalle idee chiare, dterminata e capace. Una donna di straordinaria bravura, dai gusti raffinati.
    Grazie per l’intervista che ci fa conoscere la donna e la professionista che è.
    Grazie Michele Bruccheri.
    Cordialmente, Monia

  • #10 di Francesca il 25 gennaio 2010

    Liliana Russo è davvero una donna eclettica, come recita il titolo dell’intervista.
    Molto interessante! Complimenti davvero!
    Un saluto da Francesca!!!

  • #1 di nadia il 26 febbraio 2010

    Non credevo che poche domande potessero bastare per conoscere l’animo di Liliana, ma questa intervista ci va molto vicino. Il suo lavoro, d’altronde, esprime bene la sua personalità.

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